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17 Oct 03  ---  La storia

17 ottobre 2003

Quella che vi raccontiamo è la storia di Reload, una comunità virtuale alla conquista di uno spazio reale. E' la storia di una occupazione un po' particolare, fatta per dare vita a un progetto particolare, lanciando allo stesso tempo l'allarme su una situazione che invece di particolare non ha nulla: le città si stanno chiudendo ai loro abitanti, non hanno più spazi di socialità creativa, e stanno diventando luoghi asettici, dove chi non appartiene alle logiche del commercio viene visto come un pericoloso fastidio.
Noi stiamo cercando invece uno spazio

Stiamo cercando persone sensibili agli stessi problemi, che abbiano voglia di rivendicare le stesse necessità, che abbiano voglia di stare dalla nostra parte e chiedere al Comune di Milano di rivedere le sue politiche urbanistiche e di attribuzione del territorio. Scrivendo a Reload@autistici.org le proprie impressioni, o rilasciando dichiarazioni pubbliche. Lunedì potremmo scomparire.

Il progetto Reload nasce dall'idea di dar vita a un laboratorio di sperimentazione per amplificare le idee, l'uso della tecnologia, le tecniche di l'informazione, e affrontare con nuovi mezzi, messi a disposizione di tutti, vecchi e nuovi problemi sociali. Reload è un insieme di individui e collettivi che hanno gia' sperimentato pratiche di condivisione dei saperi, consapevolezza delle potenzialità che offrono le tecnologie e gli strumenti di informazione per ridefinire attraverso il nostro desiderio, la realta'.

Reload è reality hacker, qualcosa che è molto lontano dallo stereotipo un po' romantico e un po' inquietante di quello che i media amano invece definire pirata informatico.

Per sfatare questo mito, ci voleva un posto reale e accogliente, dove chiunque avrebbe potuto trovare un internet point per avere un accesso gratuito in internet, una mediateca dove scambiare materiali ludici e informativi, la possibilità di fare informazione raccontando la propria versione dei fatti organizzando una web radio o una televisione di strada, corsi per l'utilizzo del computer con software non di proprietà del gigante Microsoft e liberamente condivisi, persone competenti con cui mettersi in relazione per non aver paura di sperimentare nuove tecnologie.

Reload si mostra alla citta' con la prima occupazione, il 14 settembre 2003.
Una folla mascherata fa salire la saracinesca dell'ex-negozio di animali in piazzale Segrino, quartiere isola. La permanenza nello stabile e' purtroppo estremamente breve: la proprieta', Rete Ferroviaria Italiana società
responsabile del patrimonio di Trenitalia, si mostra subito decisa a non dialogare con noi e tempo tre giorni, richiede l'uso della forza pubblica e fa sgomberare il negozio.

Il motivo? I consigli di amministrazione di Fs e Rete ferroviaria italiana hanno approvato in luglio una delibera che prevee la costituzione della società Fs Real Estate. Alla nuova società spetterà il compito di vendere tra le altre
cose 13.800 alloggi, e gli uffici del gruppo Fs. Un patrimonio immobiliare che complessivamente vale 2,6 miliardi di euro che verrà ceduto per finanziare investimenti e manutenzione della rete ferroviaria. L'obbiettivo è vendere per
100 milioni di euro nel 2003, 400 milioni nel 2004, e arrivare al miliardo nel 2005. Per il momento le azioni publiche di maggiore rilievo effettuate da Rfi a Milano sono la messa in vendita dei grattacieli di Porta Garibaldi e lo
sgombero di piazzale Segrino, spiegato dai funzionari come fondamentale per far comprendere la serietà dell'impegno preso dall'azienda, che desidera capitalizzare per poter finalmente migliorare il servizio.

Reload si trova allora senza casa e inizia la sperimentazione del nomadismo, con una serie di iniziative volte a ribadire la presenza effettiva sul territorio, anche senza uno spazio fisico definito.Sabato 20 settembre è di
nuovo in piazza, per un aperitivo cittadino davanti al posto sgomberato, con cucina bio e musica minimal-tecno, tra una chiacchiera e l'altra si distribuisce materiale informativo sull'hacking sociale .Una settimana dopo reload rilancia con una fiera per la degustazione dei suoi progetti, in piazza Minniti. streaming radio, videoattivismo, l'immancabile cucina vegana, la mediateca per scambiare materiale digitale, pc per navigare in wireless dalla piazza sono solo (appunto) un assaggio.Si susseguono le serate nella cafeteria di Pergola, in collaborazione con Pergola Tribe, il sabato sera, dove si autogestisce un piccolo bar, con distribuzione di tè di vari gusti e torte.
Immancabile la presenza dei dj alla console e la possibilta' di navigare in internet.

A un mese di distanza la nuova occupazione in via Confalonieri : Reload versione 2.0. Una cinquantina di attivisti, un'altra saracinesca alzata, un altro negozio vuoto, sfitto da più di dieci anni, , questa volta di proprieta'
del comune, che torna a vivere. Il parco colorato dal mercatino dei cantieri isola e la Stecca degli artigiani salutano il ritorno di Reload, che si aggiunge a tutte le realtà che stanno reclamando il loro diritto ad abitare in
quartiere e che rifiutano chi, dopo aver sfruttato l'immagine di un luogo vitale e ricco di connessioni ed eventi, vuole allargare proprio qui la città dell'indifferenza.

Alcuni arrivano dal Loa hacklab, un collettivo di acari, o hackers come piace chiamarli ai giornali. Questo significa voler riconfigurare le cose intorno a noi per farle funzionare meglio, dove meglio si abbina con parole come condivisione, compartecipazione, liberta'. Essere attivisti del Loa significa aver organizzato in 5 anni di attività' decine di corsi semestrali, decine di seminari e workshop e aver contribuito a campagne contro la siae e il copyright
come forma di limitazione della circolazione dei saperi, alla costruzione di media center e spazi ad accesso pubblico a internet in giro per mezza italia, a sperimentazioni di ogni sorta con tecnologie e nuovi strumenti di comunicazione
elettronica, a webradio e radio via etere, alla creazione di server indipendenti, alla mayday nelle sue tre edizioni, come agli ultimi 5 hackmeeting (incontri annuali degli hackers italiani).
Altri ancora partecipano assiduamente a una rete chiamata Indymedia, il cui nodo italiano (http://italy.indymedia.org) da 3 anni cerca di fornire uno strumento a chiunque voglia raccontare la propria versione della realta',
attraverso un sito web, radio via etere e via web, produzioni video, e la possibilità di partecipare alla gestione del sito e delle sue diverse sezioni.
Nell'ultimo anno indymedia italia ha dato vita anche a pagine locali ,che alcuni di noi hanno tentato di animare con gli eventi e i racconti di una lombardia diversa da quella delle prime pagine dei giornali. Molti hanno
occupato negli ultimi anni diversi spazi nel territorio dell'isola e della zona Garibaldi, dal Laboratorio Studentesco Deposito Bulk, dal 1997 al 2000 , ora di fronte al Cimitero Monumentale, in cui abbiamo ospitato esposizioni, concerti,
ricerche universitarie, colletivi, studenti, biblioteche, studi d'arte, cinema, teatro,iniziative di solidarieta', assemblee e chi piu' ne ha piu' ne metta, fino ad arrivare alle prime riunioni di quello che sarà' il progetto
Cantierisola; all'Ostello Autogestito e Casa Occupata Metropolix, in piazza Minniti prima e in viale Zara poi, che ha portato in questo quartiere oltre 1000 giovani da tutto il mondo e l'idea di un ostello gestito dai ragazzi per i
ragazzi.

Altri ancora collaborano da molti mesi ormai con i ragazzi e le ragazze di Pergola e di Garigliano alla realizzazione di spazi come Connecta, un internetpoint, al Sanantonio Rock Squat, che proprio oggi viene costretto a scomparire dalla geografia dell'Isola, scacciato da interessi economici e politici sul futuro del quartiere, o della stanza per fare webradio vicino alla caffetteria in via della Pergola 5.

E ancora non è finita. Altri lavorano da qualche anno sul concetto diprecariato sociale, con vite e lavori costretti a uno stato di precarietà permanente, schiavi prima che lavoratori, debitori prima che desideranti, vittime prima che
individui liberi di scegliere la proria vita e il modo di soddisfare i propri desideri e i propri bisogni. Da tre anni si chiamano a raccolta tutti i precari e coloro che si sentono tali a farsi vedere, a mostrarsi, a desiderare durante
la parata del primo maggio che nell'ultima edizione del 2003 ha raccolto 30.000 persone.

Siamo anche quelli che tutti i giovedi' si ritrovano in piazza predielis e sciamano nella citta' inforcando poetiche maccchine a pedali, quelli che partecipano in bici ai circhi precari, che entrano ed escono dai cortei scampanellando, che hanno aperto la mayday03, che organizzano ciclofficine in piazza e aprono spazi nei centri sociali; siamo il virus desiderante che mette in moto la citta' tracciando traiettorie singolari.

Sabato e domenica Reload è aperto a tutti. E' uno spazio dove scambiare idee, domande e risposte, ma anche dove si potrà trovare *wireless reality: non una falsa promessa delle telecom, ma vera connessione *fai la tua radio: prendi il microfono in mano, porta i tuoi dischi e impara a fare una radio con il tuo computer. *no alla scimmia, si al pinguino: windows ti droga? Il metadone non funziona. Passa a Linux. E puoi farlo anche gradualmente con Dynebolic.

Rassegna stampa
corriere della sera - 13 ottobre
http://italy.indymedia.org/news/2003/10/400481.php

il giorno lunedì - 13 ottobre
http://italy.indymedia.org/news/2003/10/400501.php

il manifesto martedì - 14 ottobre
http://italy.indymedia.org/news/2003/10/401476.php

RELOAD - reality hacking
reload@autistici.org
http://reload.realityhacking.org

siamo dappertutto
we are everywhere
nosotros estamos por todas partes
nos estamos em toda parte


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