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03 Nov 03  ---  reload risponde al comune


Abbiamo chiesto un incontro pubblico con l'assessore alle politiche giovanili per discutere della nostra situazione e della politica comunale sugli spazi pubblici inutilizzati.
La risposta alla nostra richiesta per bocca dell'assessore Brandirali e' stata questa:
(scarica l'audio in mp3 )

"In questo modo, facendo queste occupazioni, che non sono assolutamente motivate dall'esistenza di un vero soggetto sociale che ha veramente bisogno di spazio, ma che sono invece segnali di provocazione, portati avanti da una avanguardia che va in giro a cercare gli spazi vuoti e li riempie di cose fittizie, che non reggono poi nel tempo, davanti a questo tipo di.. di.. violazione delle regole, diciamo normali, io non posso purtroppo parlare di.. come si possa affrontare la questione degli spazi ai giovani."

Sentirci chiamare da qualcuno che ha sulle spalle la responsabilita' della Fabbrica del Vapore (definita in piu' luoghi uno dei piu' grandi fallimenti in termini di politiche giovanili ed economiche della storia delle amministrazioni comunali in italia) insieme ad una politica di assegnazione che di fatto esclude i gruppi di giovani che hanno progetti ed idee a favore di chi puo' permettersi affitti astronomici di locali i cui bandi vanno quasi sempre deserti proprio per le condizioni di assegnazione inaccessibili fa male al cuore. Sentire l'assessore parlare di progetti di cui non saprebbe spiegare neanche un bit e giudicarli frettolosamente ed impropriamente ma con sicurezza come se fosse un esperto di tecnologia e comunicazione...

Tutto questo alla fine ci fa solo sorridere, perche' ci basta presentare i nostri 20 corsi di formazione in tre anni, i cui testi vengono usati in corsi finanziati dalla comunita' europea, piuttosto che la testimonianza delle centinaia di persone che si sono formate insieme a noi, i workshop che abbiamo portato ovunque in italia, il piu' grosso media center autocostruito della storia durante i giorni del g8 che abbiamo contribuito a creare; e questi sono solo alcuni esempi per spiegare quanto noi siamo sicuri del valore dei nostri progetti e dei nostri metodi da non temere un confronto pubblico sul nostro spazio e in generale sulle politiche di accesso agli spazi sociali.

In questo contesto abbiamo il piacere di leggere la notevole intervista dal brillante Zagato de Il giornale all'assessore alla sicurezza Manca, che ci attribuisce una serie di affermazioni mai fatte e che smentisce e tenta di negare la nostra reiterata richiesta di un incontro pubblico senza bisogno di ulteriori dettagli, come anche la nostra storia degli ultimi sei anni nel quartiere isola a Milano.

Ma noi siamo magnanimi e oggi, accompagnati dal bruco precario (siamo sempre di piu' e prima o poi il frutto proibito di una vita non subordinata al lavoro sara' nostro) e dai re magi delle utenze negate (che con noi condividono la frustrazione per tentare di garantire i diritti fondamentali di accesso negati agli spazi sociali milanesi (e non per questioni economiche, ma per mere questioni politiche di principio che evidentemente sono piu' forti del benessere delle persone), siamo arrivati fin sotto la casa politica di assessori, sindaco e amministrazione comunale.
Ci auguriamo che la nostra richiesta di un confronto pubblico su accesso alle utenze e agli spazi sia piu' chiara e le nostre intenzioni vengano intese meglio.


In ogni caso invitiamo tutti i consiglieri a scendere per vedere che cosa sono i nostri progetti, a toccarli, assaggiarli e degustarli come centinaia di altre persone hanno fatto.

Magari scoprirete di trovare gustoso cio' che abbiamo da proporre e vi verranno dei dubbi sulle certezze che la gestione del potere nella milanometropoli evidentemente genera indebitamente.

Arrivederci a presto,
per incontrarci scegliete voi posto e ora
noi siamo vivi, portiamo conoscenza ed educazione
se proprio non potete farlo voi, malgrado sarebbe vostro compito, almeno non ostacolateci
e date anche voi un cenno di vita.

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