ciao, questa sono le versioni corrette dei testi di presentazioni dell'album, editati e accorciati per le necessta' di spazio ecc. correzioni ecc. che arrivino entro !brevissimo! tempo che dobbiamo chiuderlo. ciao s -------- Confessioni di un precario capitolo quattro le imprescindibili relazioni I poderosi rami dell'albero si piegano percossi dal vento e trascinano le infinite foglie danzanti in un gioco bizzarro e frusciante. Il sole le attraversa e come in un caleidoscopio, mille luccichii variabilmente brillanti invadono il mio sguardo meravigliato: la soddisfazione di trovarmi in questo parco e non al lavoro completa il mio stato di benessere. Mi sono licenziato ed  è la terza volta in questi ultimi mesi; nessun posto soddisfa la mia voglia di vita. Sto diventando insofferente verso questa città e indolente con il lavoro: ne' l'una ne' l'altro sono all'altezza dei miei desideri, della vita che ritengo degna per me. Possono fottersi entrambi, cosi' come puo' fottersi lo stato ansiogeno dell'incanalamento affollato, la ricerca spasmodica della compera riparatrice di noia, la paura dell'aver esagerato nella spesa e la paura nel lavoro, della sua perdita, della sua diminuzione e del suo peggioramento. Poi...San Precario e poco dopo l'incontro con quella fanciulla dai tratti orientali alla fermata della metro di Serpica Naro: sono sicuro di essere sceso in quella stazione, ma so anche che quando l'abbiamo cercata sulla cartina dei mezzi non c'era. Incredibile. In entrambi i casi la mia vita ha svoltato e ormai mi diletto a non trovarmi mai dove il mercato del lavoro mi cerca e mai dove il consumo mi aspetta. Chiudo gli occhi. Le frasche dell'albero si aprono: il sole penetra in maniera più decisa e i mille luccichii si uniscono in un torrente di luce e tepore. Ma un'ombra si frappone fra me e la pace. Apro gli occhi: una sagoma imponente si erge di fronte a me e mi parla: "Oh bello, che fai dormi ? Ti piace il non far nulla?! Hai ragione, è proprio una bella cosa, peccato che non durerà per sempre, perché prima o poi ti riafferreranno per le caviglie e ti trascineranno nel loro mondo. Riesci a fuggirne perché sei giovane e forte, ma non durerà tanto perché l'eccezione e' come la pecorella: torna sempre all'ovile. Con o senza pastore. Hai cavalcato la tigre del lavoro e hai parlato col drago del tuo Essere, ma loro sono forti ed organizzati e tu sei solo!" Stavolta non faccio la figura dell'ebete e cerco di parlare: tu conosci San Precario e la ragazza orientale! Sorridendo prosegue: "Io conosco te e tu conosci loro; non è sufficiente questo per essere amici? Hai raccontato dei tuoi incontri - quelle che chiami visioni - ai tuoi amici e ai tuoi colleghi di lavoro. Loro hanno riso di te, ma in fondo in fondo ti hanno creduto. Molta della tua vita è cambiata con e grazie al loro aiuto e alla loro stessa voglia di mutare. Ma questo non vi basterà! In ogni ufficio, in ogni negozio, nei call center, in tutte le fabbriche, ma anche nelle piazze nelle strade e nei teatri di questa città e di altre ancora ci sono persone che hanno sentito quello che hai vissuto tu e hanno trasformato la propria vita proprio come avete fatto voi. Cercatevi. Dovete tessere relazioni diffuse e solidali. Dovete indagare ogni aspetto dell'esistenza vostra e altrui per spargere ai venti il seme di una idea di vita dignitosa e rispettosa in ogni differenza. Se vi troverete sarete Imbattibili..." Una luce immensa gli si apre nel petto, mi copro gli occhi con le mani e sento un'onda d'aria calda che alza la polvere e muove le fronde dell'albero, che ora sembra gridare. Mi rimane una luce rossa intensa impressa negli occhi, ha la forma di una I e non riesco a togliermi dalla mente l'eco delle sue ultime parole "sarete imbattibili, imbattibili, imbattibili"... --------- Quello che hai in mano non è un album di figurine. Potrebbe sembrarlo, ma non lo è. E quelle figure rappresentate in esso non sono dei supereroi ma sono piccoli gioielli di esperienza, capacità e relazioni. Sono momenti di dialogo, di confronto serrato e il risultato di una atteggiamento volto alla ricerca di una condizione comune che non deve più essere rappresentata esclusivamente dalla sfiga della precarizzazione. Sì, sono supereroici. Quindi, se non unici ed irraggiungibili come gli eroi, queste figure sono comunque eroiche perché ognuna di essere riflette un modo d'opporsi a quell'annichilimento della nostra esistenza di cui le esigenze di profitto delle imprese ( e le conseguenti condizioni di lavoro che ne derivano ) hanno bisogno. Perché la precarietà non è una fatalità ma è il risultato voluto e cercato di una ristrutturazione complessiva dei tempi delle nostre vite e dei luoghi in cui queste si compiono In esse ci sono i mille trucchi, i diversi escamotages che ognuno di noi inventa per affrancare la propria dignità, i propri desideri dal giogo di condizioni lavorative e sociali che ci chiedono sempre il massimo della disponibilità, della versatilità, della pazienza e ci restituiscono il minimo in termini di reddito, sicurezza ed affermazione delle nostre capacità e dei nostri desideri Come potete vedere queste figure non riguardano la precarieta' solo in quanto condizione lavorativa, ma ne rappresentano piu' in generale la sua dimensione sociale Le identità stesse, che pensiamo rappresentino l'equilibrio di una ricerca interiore che naviga fra le proprie passioni e l'idea che a noi piace avere del nostro futuro, sono in pericolo. Frammentate, ricomposte, serializzate, queste identità vengono stereotipate affinché il consumo possa diventare banalmente prevedibile ed incessante. Anche attraverso l'affermazione del sé avviene la lotta contro la precarietà. _______________________________________________ Imbattibili mailing list Imbattibili@inventati.org https://inventati.org/mailman/listinfo/imbattibili