libero 14 ottobre 2003 Sono ragazzi del bulk, malamanera e torchiera. La lega: intervenga subito la polizia Adesso i no global occupano pure i negozi Dopo le case, gli autonomi dei centri sociali si prendono un locale sfitto in via Confalonieri. I cittadini protestano ma nessuno muove un dito. di Paolo Decrestina Si sono detti: vogliamo un nostro internet-point, perche' non occupare quel negozio sfitto di via Confalonieri? E' vuoto da anni. Non ci va mai nessuno e anche se e' illegale che ce ne importa? Noi intanto lo occupiamo, poi vediamo cosa succede. E cosi' "Reload" e' tornato a colpire. Un gruppo di 40 ragazzi dei centri sociali Bulk, Malamanera e Torchiera ha invaso un ampio locale in zona Isola per costruire il proprio punto di incontro multimediale. Dove parlare di futuro cibernetico, proporre corsi di alvabetizzazione alla tecnologia e dare spazio agli insegnanti del terzo millennio, i reality hackers. Le occupazioni a Milano di questi gruppi di alternativi, dunque, sono partite alla conquista della sfera commerciale. Non piu' solo spazi autogestiti dove poter esprimere il proprio pensier, ma veri e propri negozi fruibili a chiunque. Il tutto, ovviamente, senza uno straccio di licenza. "Reload" (questo e' il loro nome) non vuol sentir parlare di autorizzazioni o concessioni di esercizio. Preferisce ricordare il suo laboratorio sperimentale, il suo punto d;incontro per persone e saperi. E nel suo sito, infatti, invita tutti a visitare "i loro ambienti nuovi di zecca" senza far menzione del verbale redatto dalla Digos domenica scorsa subito dopo l'occupazione. L'intervento delle forze dell'ordine sembrerebbe imminente. "Abbiamo segnalato la cosa al Prefetto - dice l'assessore alla sicurezza Guido Manca - Queste occupazioni abusive devono finire. Qui non si tratta di stato di necessita'. Non siamo di fronte a persone disperate. Quei locali del Comune saranno sgomberati al piu' presto". L'obiettivo dei ragazzi di Reload e' costruire una specie di informa-giovani dove parlare liberamente di nuove tecnologie, scambiarsi musica e video digitali, navigare in internet e creare la propria radio dei sogni. Tutto molto bello, tutto senza un briciolo di permesso. Tutto ottenuto violando una proprieta' del Comune che, anche se vuota da anni, ha il diritto di restare nelle mani del suo proprietario. "Io non sono contrario alla nascita di un internet point in via Confalonieri 5 - commenta Giorgio Montingelli, rappresentante sul territorio dell'Unione Commercio -. L'importante e' che si paghi l'affitto del negozio e le licenze necessarie per qualsiasi attivita' commerciale". Della stessa idea anche l'assessore al commercio Roberto Predolin. "Non hanno alcuna autorizzazione - dice con fermezza -. Se tenteranno di aprire si troveranno l'annonaria pronta a farli sloggiare". Proprio come era avvenuto al primo tentativo effettuato dai ragazzi di Reload. Polizia e Digos erano intervenuti in piazzale Segrino per liberare lo spazio occupato dai disobbedienti multimediali. In quell'occasione era stato denunciato uno di loro e identificati altri due. Ed e' quello che si aspetta, anche per il secondo tentativo, Matteo Salvini, capogruppo della Lega in consiglio comunale. "Se questi ragazzi hanno un'esigenza cosi' forte di aprire un informa-giovani e' bene che paghino affitto e relative tasse - dice il consigliere del Carroccio -. Se tutti quelli che hanno un'idea in testa la realizzano in questo modo si finisce nell'anarchia. Ci aspettiamo un intervento immediato delle forze dell'ordine per ristabilire la situazione". didascalia: il presidio degli autonomi presso il negozio occupato in via Confalonieri box: vogliono trasformarlo in un internet point ma senza autorizzazione non possono fare niente