il manifesto - 16 Ottobre 2003 SOCIETA -pagina 08 MILANO Una ricarica di creativita' sociale. Nasce Reload Non e' un centro sociale ne' una casa occupata, ma un laboratorio di navigazione web. Resistera'? GIORGIO SALVETTI MILANO Alla conquista dello spazio, virtuale e reale. E' il progetto Reload, una fucina di idee per sperimentare la liberta' di usare le nuove tecnologie al servizio della creativita' e delle esigenze di chi vive in citta'. Non e' un sogno, da tempo questo e' l'obiettivo di alcuni ragazzi che "ragionano" sui computer sempre accesi delle realta' piu' in movimento di Milano. Per rendere davvero accessibili a tutti le nuove vie dei cybernauti, i ragazzi hanno deciso di occupare uno spazio vero e proprio, quattro mura dove allestire un laboratorio pubblico con pc e connessioni gratuite. Ci hanno provato una prima volta due settimane fa, ma sono stati sgomberati quasi subito. I "reloadiani" pero' non si sono arresi e domenica hanno replicato, prendendosi un locale con tre vetrine di proprieta' del comune, abbandonato da 15 anni. Ma che fanno questi mediattivisti? Se non lo sapete ecco un buon motivo per fare un salto in via Confalonieri. Non siete di Milano? Nessun problema, tutte le informazioni possibili le trovate sul sito reload.realityhacking.org. Se invece vivete a pochi passi da Reload, nel quartiere Isola, allora presto potrete connettervi wireless, un modo per entrare in internet senza bisogno di cavi, liberi dalle linee telefoniche e soprattutto da chi le gestisce. Vi bastera' avere una scheda e il vostro computer per entrare in una "comunita' senza rete". Se invece per voi avere il computer e' un lusso, potrete usare gratuitamente i pc. Ma non aspettatevi di trovarvi davanti alla solita noiosa schermata di windows, perche' qui nessuno sopporta il lavaggio del cervello di Microsoft; si usa solo Linux, il sistema operativo sviluppato con il contributo di migliaia di programmatori indipendenti. E se non ci capite niente, allora potete partecipare a workshop e corsi gratuiti autogestiti. "Non bisogna essere maghi", a Reload dicono che per non sentirsi vittime della tecnologia e di chi la controlla bisogna conoscerla e condividere cio' che si e' imparato scoprendo nuovi spazi per esprimersi senza chiedere il permesso. Per esempio, si puo' fare una trasmissione alla radio che gia' trasmette online (radio.uk1.indyme- dia.org:8100/reload2). Libera tecnologia in libero spazio, e' questa la chiave politica del progetto Reload. Non e' un centro sociale, non e' una casa occupata, e' "solo" un laboratorio per potersi esprimere. Per i ragazzi della citta' "creativa" per eccellenza questo e' un istinto ipertecnologico destinato a scontrarsi con l'ottusita' della giunta di Albertini. Reload da oggi e' attivo, i computer sono gia' accesi e accessibili: ma da un momento all'altro rischia di essere nuovamente sgomberato.