La destra italiana e Tolkien

Uso e consumo di miti e simboli come attrattiva decontestualizzata

Quel dannato, piccolo ignorante di Adolf Hitler sta rovinando, pervertendo, distruggendo e rendendo per sempre maledetto il nobile spirito nordico che io ho sempre amato e cercato di rappresentare in una giusta luce

j.r.r. tolkien in una lettera privata

Panoramica storica

Tolkien è stato un sicuro bacino da cui la destra italiana, a partire dagli anni settanta, ha attinto per recuperare una iconografia, un immaginario e una contestualizzazione che da un lato innalzasse e giustificasse i propri metodi, mentre dall'altro colmasse un vuoto comunicativo che non sarebbe altrimenti riuscita a recuperare, schiacciata dalla forte capacità aggregativa della sinistra.

La sinistra all'epoca aiutò per altro notevolmente questo processo, inquadrando Tolkien come un autore reazionario e liquidandone il lavoro come "di destra".

I campi hobbit

Una delle peculiari manifestazioni di appropriazione da parte della destra dell'immaginario Tolkieniano è la nascita dei Campi Hobbit.

Il primo campo con questo nome si svolge a Montesarchio, in provincia di Benevento, nel giugno '77. <<I promotori della manifestazione sono un gruppo di dirigenti del Fronte della Gioventù di area rautiana, tra cui Generoso Simeone, Marco Tarchi, Nicola Cospito, che tra l'altro escogitò il nome>> Partecipano fra le 1300 e le 1500 persone.

Per lanciare l'iniziativa, Marco Tarchi scrive sulle pagine de la fogna questo (orripilante) messaggio:

Che ne pensate di un "Parco Lambro" di segno opposto? Ovvero di una due-giorni musicale, alternativa, con tende e sacchi a pelo (le orge non ve le possiamo assicurare: ma le nostre lettrici ci potranno finalmente conoscere di persona ... esperienza indimenticabile)? Bene: il miracolo sta per avvenire. Mobilitate parenti e amici/amiche. Tutti al Campo Hobbit 1mo (e leggete Tolkien, stolti!)...

Tra i partecipanti figurano personaggi dell'attuale destra di governo come Fini, Viespoli, Malgieri o Veneziani, attuale membro del C.d.A. RAI.

Una delle operazioni tentate all'interno del campo fu il lancio di nuovi simboli che potessero sostituire la passata iconografia fascista. Fra questi spicca l'uso della croce celtica, apposta su tutte le pubblicazioni in circolazione nei due giorni e utilizzata come simbolo distintivo del servizio d'ordine. Il lancio, operato dai giovani del partito, riesce a tal punto che Almirante, forse non comprendendolo o valutandolo inopportuno, emana una circolare ai i vertici dell'MSI al fine di limitare la diffusione del nuovo simbolo.

Nel dare una giustificazione alla scelta di Tolkien come sfondo ai campi, Simeone dice:

Ricorrendo ai personaggi creati dalla fantasia di Tolkien e alle sue favole che assai bene adombrano la realtà, abbiamo voluto dimostrare e confermare che si, non siamo nati certamente oggi, che abbiamo radici profonde (ancora il riferimento alle radici che non gelano!), ma abbiamo anche voluto dire che questo mondo cosiì com'è non ci piace, ne lo accettiamo. Ed allora, guardando al futuro, evochiamo dalle favole di Tolkien quelle immagini che arricchiscono la nostra fantasia e appagano la nostra sete di contenuti. Si, siamo anche noi abitatori della "mitica terra di mezzo"; anche noi siamo in lotta con i draghi, orchi ed altri personaggi malefici, illusioni? no, questa è la realtà...

Il tema delle radici profonde che non gelano è solo uno dei tanti passi del Signore degli Anelli che viene assunto a vuoto slogan dalla destra. Il passo originale da cui è tratto è nella Compagnia:

Non tutto quel che è oro brilla,
  Né gli erranti sono perduti;
Il vecchio che è forte non s'aggrinza,
  E le radici profonde non gelano.
Dalle ceneri rinascerà il fuoco,
  L'ombra sprigionerà una scintilla,
Nuova la lama ora rotta,
  E re quei che è senza corona.

Il secondo campo si tiene a Fonte Romana in provincia di Sulmona nel '78. Viene ricordato dai partecipanti come una riedizione mal riuscita del primo, sotto l'egida del Movimento Sociale. Nonostante questo l'affluenza è consistente.

Per il terzo invece si tenta un rilancio. Nel 1980 viene scelta la località di Castelcamponeschi, a pochi chilometri da L'Aquila. L'idea del campo è proporre ai partecipanti una esperienza di vita collettiva che escluda gli elementi tecnologici della società moderna. Il paese è un sito abbandonato, privo di qualsiasi comfort quale elettricità o acqua corrente.

Al di là dell'utilizzo superficiale di Tolkien per attrarre giovani verso le iniziative missine, nulla della sua produzione permea realmente i campi. Sono piuttosto un assembramento di gruppi musicali e di comizi di vario genere in cui si tenta semplicemente di spingere un nuovo ideale (o forse sarebbe più corretto dire "prototipo") di militante di destra.

Potete leggere qui una retrospettiva interessante sui campi hobbit, da un'intervista a Umberto Croppi, organizzatore del terzo campo. Interessante citare:

Alcune centinaia di noi lessero Tolkien e se ne innamorarono. Non che vi fosse un aperto e chiaro legame con la politica, ma il racconto di fantasia dello scrittore britannico significava richiamare un primato della dimensione creativa e fantastica e una rottura esistenziale con i modelli sociali piccolo-borghesi. Ne subimmo il fascino al punto che quella lettura creò in noi una sorta di autorappresentazione individuale.

L'esperienza dei campi ha una battuta d'arresto piuttosto duratura. Riprende a sorpresa nel 2001. Il 5-7 ottobre, a Orvinio in provincia di Rieti viene organizzato dalla cooperativa culturale "La biga alata" e dall'associazione culturale Janus, entrambe formazioni a destra di AN. Non sorprende sapere che l'organizzatore è ancora Nicola Cospito, come già detto animatore dei primi campi, il quale dichiara <<l'intenzione non è di rifarsi a Tolkien direttamente, ma di proseguire con l'esperienza dei Campi Hobbit degli anni '70>>

Éowyn: abuso di un personaggio femminile

Un altro esempio di recupero strumentale e avulso dal contesto letterario è costituito dalla nascita di una rivista "femminile" che prende il nome da un personaggio del Signore degli Anelli: Éowyn.

Nella vicenda, è una delle poche donne che emergano con un ruolo definito. Viene rifiutata da Aragorn. Le viene proibito di accompagnare il fratello Éomer in battaglia ma lei decide di parteciparvi ugualmente, travestendosi da soldato. Nella mischia fronteggia e abbatte uno dei Nazgul, i pericolosissimi servitori di Sauron.

Questo rapido tratteggio non rende giustizia ad uno dei personaggi femminili più intensi del libro. Il suo carattere indomabile, schietto e testardo, la sua sincerità nel manifestare e vivere i sentimenti sono solo alcuni dei suoi tratti peculiari.

Nella rivista invece, tutta la dimensione letteraria si perde completamente. Eowyn è, come per gli hobbit del campo omonimo, soltanto un pretesto. Al di là di un ricco corredo di tavole disegnate che si rifanno spesso a miti nordici non meglio specificati (e solo talvolta al personaggio tolkieniano), la rivista contiene esclusivamente articoli di carattere sociale.

In questi si punta a rilanciare un ideale di donna di destra che si liberi in qualche misura dall'obsoleto immaginario mussoliniano, pur non ricadendo negli schemi del femminismo. Imperversano invettive contro l'aborto, la contraccezione e persino l'uso di parolacce.

Nuove (vecchie?) interpretazioni

Frugando qua e la in rete si trovano ancora oggi testi piuttosto allarmanti scritti da nuove formazioni di destra che ancora recuperano grossolanamente Tolkien a proprio uso e consumo.

Anche la Lega Nord ha iniziato da tempo a rifarsi a icone e simboli della Terra di Mezzo. Sul sito dei giovani padani possiamo leggere un pessimo speciale dedicato interamente al professore di Oxford. Oltre ad un delirante articolo introduttivo su Tolkien, che culmina in un gustosissimo parallelo fra lo stregone Saruman e Rita Levi Montalcini, in una invettiva contro gli esperimenti sull'embrione umano, citiamo da queste pagine questo volantino:

Preso atto che elfi, nani, orchi, troll e tutte le altre fantastiche creature che da questa notte troveranno posto sul grande schermo combattendo la battaglia finale per difendere la Terra di Mezzo trovano una chiara origine nell'immaginario del mondo celtico, i Giovani Padani rilanciano con forza la strada verso il loro cancello di Mordor l'immobilismo romano. [...] Ecco allora che come il fido Sam e come il coraggioso Frodo anche i più giovani tra i militanti leghisti si preparano ad addentrarsi nella foresta per raggiungere il nero cancello, mentre i più grandi, sulle orme di Legolas e di Aragorn sono pronti a combattere perché il vento di cambiamento portato a Roma dai ministri del Carroccio presto si diffonda fino a toccare ogni angolo del Paese". "La Padania - spiega Grimoldi - è la nostra Terra di Mezzo mentre Roma altro non può essere che Mordor ".

La povertà interpretativa di simili testi non ha certamente bisogno di alcun commento. Per concludere su questo sito, riscontriamo l'ultimo esempio di bieco rifacimento a Tolkien. laliberacompagnia.it è una associazione di origine Leghista, evidentemente ispirata al titolo del primo libro del Signore degli Anelli: La compagnia dell'anello. La libera compagnia propone uno speciale su tolkien nel suo numero 41. Il testo cartaceo non è trasposto sul Web e non abbiamo quindi modo di commentarlo. Gli altri materiali riguardano questioni etniche. Come il precedente non sono tuttavi consultabili in rete.

Azione Giovani continua nell'uso di figure tolkieniane. Un sito che ne fa esplicito ricorso è www.aghobbit.it. Al momento non è purtroppo consultabile.

Da qui tuttavia arriviamo a www.riscossaeuropea.it Nella sezione "Chi siamo" riporta:

Siamo gli uomini della Tradizione [...] del Coraggio, del Sacrificio, della Giustizia, dell'Onore e della Fedeltà a quell'Idea che è fissa in cielo e rappresenta la nostra vera ed unica Patria. [...]

Siamo quelli che leggendo Tolkien si sono immedesimati in Frodo e hanno visto in Sauron la cosiddetta "civiltà" del presente, la società tecnocratica adoratrice di una sola religione e di un solo dio: il materialismo e il Dio Denaro, procacciatori di un deleterio potere fine a se stesso.

Il sito generarle di Azione Giovani Torino, nella sezione discografica, riporta fra gli altri due album dal titolo: Hobbit - Hobbit e Hobbit - Per la Contea. I richiami a figure della Terra di Mezzo da parte di gruppi musicali di destra non sono certo una novità.

Basti pensare che, già negli anni settanta, La Compagnia dell'Anello (qui, una band e non il primo libro della trilogia) iniziava la sua attività musicale negli spazi del Fronte della Gioventù. Nella sezione storia del suo sito questa Compagnia racconta senza mezzi termini un'estrazione politica di destra fascista. Anche qui, i richiami all'opera tolkieniana sono un mero pretesto per attirare l'attenzione, come si racconta nella succitata storia. I titoli delle canzoni del gruppo sono sufficientemente eloquenti: Storia di una SS, La foiba di San Giuliano, La ballata del nero. Evidentemente nulla a che vedere con la storia della Terra di Mezzo.


Fonti:
questa sezione cita alcuni passi dal libro L'anello che non tiene di Lucio Del Corso e Paolo Pecere, edizioni Minimum Fax, che invitiamo a leggere assolutamente per un approfondimento. Le citazioni, se non specificato altrimenti, provengono da questo testo.